Nuova rubrica, un pezzo di Shakespeare alla settimana, spero di ricevere commenti in proposito
AMLETO : Questa non la capisco bene. Vorreste suonare questo flauto?
GUILDENSTERN : Non so farlo, monsignore.
AMLETO : Ve ne prego.
GUILDENSTERN : Credetemi, non ne sono capace.
AMLETO : Ve ne scongiuro.
GUILDENSTERN : Non saprei dove metter le dita, monsignore.
AMLETO : È facile come mentire. Controllate questi fori con dita e pollice, date fiato con la bocca, e lui parlerà in musica con grande eloquenza. Ecco qui le chiavi.
GUILDENSTERN : Ma non saprei cavarne nessuna armonia. Non conosco l'arte.
AMLETO : Ma allora lo vedete, che cosa indegna fate di me. Vorreste suonarmi, vorreste dare a intendere che conoscete i miei tasti, vorreste svellere il cuore del mio mistero, e farmi cantare dalla nota più bassa fino in cima al mio registro. C'è tanta musica, c'è una voce eccellente in questo piccolo strumento, eppure non sapete farlo parlare. Sanguediddio, mi credete più facile a suonarsi d'un piffero? Prendetemi pure per lo strumento che preferite: per quanto stiate a grattarmi non potrete farmi cantare . ( Entra Polonio. ) Dio benedica vossignoria.
POLONIO : Monsignore, la regina vuol parlarvi, e subito.
AMLETO : Vedete quella nuvola che sembra quasi un cammello?
POLONIO : Per la santa messa è così... un cammello.
AMLETO : O forse una donnola.
POLONIO : Infatti la schiena è di donnola.
AMLETO : O una balena.
POLONIO : Una balena, tale e quale.
AMLETO : Beh andrò subito da mia madre. (A parte) Mi trattano da pazzo al punto che ne scoppio. - Sarò da lei subito.
(Amleto - Atto III scena II)